Con un po'di invidia ma per dovere di cronaca riportiamo l'intervista ad Alessandra Mastronardi di Giovanni Zambito che abbiamo trovato sulle pagine del sito www.clandestinoweb.com.
L'occasione è stata la partecipazione della nostra preferita alla rappresentazione teatrale "The Prozac Family", come avevamo già dato notizia.
“Non è un debutto - ci dice la Mastronardi - perché lo spettacolo è andato già in scena al Teatro de’ Servi”.
Com’è andata?
“Benissimo. È stato un mese di tutto esaurito: non me l’aspettavo. Quello del pubblico teatrale è un calore davvero effettivo il cui riscontro è immediato”
Dalla fiction al teatro: da che cosa è stato dettato questo passaggio?
“Io sono un’attrice di fiction, ma soprattutto sono un’attrice: è sbagliato attribuire queste etichette che di solito sono affibbiate da addetti ai lavori che ti costringono a scegliere per forza. Un attore deve saper affrontare ogni aspetto e cercare di far sempre meglio in ogni campo”
Che mi dici de “I Cesaroni”?
“Stiamo lavorando alla terza serie e il mio personaggio avrà una crescita già dal punto di vista anagrafica com’è naturale che sia. Sono in vista dei cambiamenti notevoli che non posso anticipare: di certo ci sarà una maturazione effettiva”
Parliamo della tua famiglia “teatrale” che si rivela abbastanza fragile. Che cosa la rende tale?
“Questa famiglia non è di per sé fragile, ma l’avvento di un elemento esterno ne incrina l’equilibrio effimero: qualcosa sconvolgerà infatti la fragilità del padre”
Tu che tipo di famiglia sogni di formare?
“Devo dire sinceramente di far riferimento alla mia famiglia napoletana e spero proprio di averne una così. Oggi è difficile formarsi una famiglia di questo tipo: viviamo tutto di corsa dando per scontato molte cose”
Credi che per i giovani di oggi il contesto familiare sia ancora così influente?
“Io non generalizzerei: alcuni giovani si fanno tuttora influenzare, altri no”


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