Abbiamo scovato un'intervista dedicata ad Alessandra nelle pagine di Libero.it, la pubblichiamo in attesa della nuova puntata di questa sera dei Cesaroni.
Cosa ha rappresentato per te questa serie tv?
Rappresenta tanto, perché è il mio inizio. Quindi è diventata un po' una seconda casa nel teatro di Cinecittà dove si girano "I Cesaroni". Ci ho investito nove mesi per due anni consecutivi, e ne investirò altri nove. Ci credo molto in questo progetto e lo considero molto importante professionalmente.

Che differenza c'è tra la vera Alessandra ed Eva Cudicini, il personaggio che interpreti nella serie?
Una parte di me è romantica, allegra, solare, Un'altra parte è più istintiva, caciarona, più "sfaticona", a disagio nelle situazioni pubbliche, anche se sono un piccolo vulcano. Eva no, lei è comunque sempre molto lineare.

Digitando il tuo nome in rete si possono leggere molti apprezzamenti sulle tue capacità di attrice, da parte sia del pubblico che della critica. Non pensi che questo successo sia difficile da gestire soprattutto se si considera la tua età?
Mi rendo conto che quando ragazzi della mia età vengono investiti da un improvviso successo vieni automaticamente immesso nella rete mediatica. Si parla di te sui giornali, in televisione, alla radio o in rete. Sei ovunque. Ma questa ubriacatura mediatica, se non presti troppo attenzione, ti porta a perdere la testa completamente. In questo ambiente tutto è facile o meglio sembra facile, invece non lo è. Anzi, è importantissimo avere dei punti fermi, i piedi ben saldi per terra, un carattere forte e due spalle così per non lasciarsi travolgere.

E tu pensi di possedere queste caratteristiche?
Le sto mettendo su (ride, ndr). No, io in realtà sono una persona abbastanza fragile che tende a fidarsi molto. Devo dire però che le esperienze che sto vivendo in questo periodo non fanno che rafforzarmi. Piano piano faccio dei passi avanti poi a volte torno indietro. Ma vivo comunque la mia vita in modo normale.

Com'è nato il tuo personaggio di Eva? Ti sei forse ispirata all'omonimo personaggio della versione spagnola prima di dare la tua interpretazione?
No, assolutamente no, perché sarebbe stata una copia. E noi comunque volevamo un personaggio nuovo, adatto all'Italia. Abbiamo creato Eva piano piano. Non c'era una linea già prestabilita. Abbiamo fatto crescere Eva con le sue emozioni man mano che si giravano i nuovi episodi. All'inizio le sue reazioni erano un po' dei riflessi, poi il personaggio ha acquistato più spessore e coerenza.

Chi è Eva? Forse un tipico rappresentante della gioventù di oggi?
Credo che Eva sia fuori dal tempo. Penso che non sia collocabile. Non la definisco una ragazza di oggi ma neanche di ieri. È sicura e allegra. Sa provare il piacere della leggerezza ma nello stesso tempo è intensa e profonda. Insomma, il personaggio ha ora una sua vita propria.
di Michel Paganini


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