"Prigioniera" dei Cesaroni?

"Ho cominciato a girare nel 2004, nove-dieci mesi all'anno. È un impegno tosto, che ti blocca un po', ti toglie libertà di scelta. E andando avanti fai sempre più fatica a trovare stimoli e novità nella storia".
I Cesaroni hanno lanciato nel mondo dello spettacolo Alessandra Mastronardi ma in qualche modo le hanno anche tolto tempo di provare altro: "Non ho ripensamenti – ha dichiarato a "Vanity Fair" - ho sempre detto che ogni vicenda ha una parabola: sono passata da adolescente a mamma, che cosa posso fare ancora: la nonna? D'accordo che nelle fiction può succedere di tutto, anche che le persone risuscitino, ma la vedo dura. Ora qualunque passo professionale io faccia è considerato "contro" i Cesaroni, eppure non è così. Magari questo vuol dire che siamo stati tanto amati, che abbiamo fatto un ottimo lavoro. .. però siamo attori, è normale cambiare".
Ha fatto molta tv ma in realtà ha iniziato con il cinema ("a sedici anni con "Prova a volare"…") in un film a fianco di Riccardo Scamarcio ("Per me non è stata un'esperienza negativa: ero piccola io ed era piccolo - 23 anni - anche Scamarcio, con cui mi trovai benissimo. Dicono che sia schivo e ombroso, ma io lo ricordo divertentissimo, burlone, disponibile") con cui nega di aver avuto alcun flirt: "No, eravamo fidanzatissimi. Io stavo da due anni con un ragazzo col quale sono rimasta fino ai 20, e lui aveva una fidanzata storica. C'era grande affetto, io lo ammiravo, ai suoi occhi ero certamente poco più di una bambina. Brutto certo non è, ma non è che il set debba essere per forza galeotto. Però, è vero che recitare ti trasporta in un mondo parallelo, dove sei costretta a una conoscenza molto approfondita dei colleghi".
Orgogliosa della sua carriera non vede di buon occhio le raccomandazioni: "Le raccomandazioni ci sono sempre state, ma non se ne parlava così apertamente: oggi il tabù è caduto. È piuttosto frustrante sentir parlare di certi contratti, e vedere che una parte finisce a un'incapace quando ci sono 22 brave. Ma la cosa fondamentale è sapere, e finora è sempre stato così, che quel tipo di fortuna ha le gambe corte".

Vanity Fair
Sabato 27 Marzo 2010


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